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3/6 - Giorno 4 Parte 4

  • Immagine del redattore: Tommaso Bientinesi
    Tommaso Bientinesi
  • 6 dic 2023
  • Tempo di lettura: 7 min

Aggiornamento: 27 mar

(Scroll down for the English version)


Novantanove, no!

Guardo la classifica e vedo un numero su cui stamattina avrei messo la firma, ma che ora, assaporati i 100, é l´ultimo che avrei voluto vedere.

Apro la mia traccia e ricontrollo. A volte capitano disguidi col tracker ufficiale, magari si tratta di pochi metri di differenza tra l´aver preso un waypoint o no, nel qual caso si puó mostrare la registrazione del proprio gps e chiedere una correzione.

Arrivo a uno dei passi e non capisco. Poi, come un cortocircuito, l´errore mi si chiarisce in testa in tutta la sua ineluttabilitá, e il mio sogno mi crolla addosso come un castello di carte. Mi sento come intrappolato dietro un vetro, mentre mi portano via i miei cento passi, e io sto lí e non ci posso fare niente.



Il waypoint galeotto é quello indicato con 119 in figura, che non é neache una riserva, bensí uno dei passi del mio percorso originale. Una deviazione di 2 km andata e ritorno rispetto alla strada principale: deviazione che, in tutta evidenza, guardando il percorso effettivo mi accorgo di non avere fatto. Ero concentrato sulla guida? Ero assorto nei miei calcoli sul tempo da recuperare? Non lo so. Come che sia, una volta saltata una deviazione del genere, il navigatore la elimina e si concentra sul percorso successivo, e quindi devo aver proseguito ignaro.

Alla prima conta, dove avevo zoommato parecchio, avevo ancora visualizzata la traccia originale oltre a quella realmente percorsa, e dunque ho visto un percorso come in figura e l´ho dato per fatto.

Alla seconda conta, dove ho nascosto la traccia originale, ho zoomato di meno per risparmiare tempo, vedendo dunque un qualcosa di simile a questo:


Il segnaposto del 119 copriva la breve strada non percorsa, e io, complici stanchezza, caldo, fretta e sole forte sullo schermo, l´ho dato per fatto di nuovo. Fosse stato a nord della strada principale, invece che a sud, probabilmente l´avrei notato.


Due km. Due km e una svista stupida, e i cento passi non ci sono piú. A poco valgono il sostegno e i complimenti sinceri degli altri partecipanti: sono sotto a un treno.

"Ne fai 100 alla prossima" dice Laura, ma a che mi serve? Sí, magari li faccio, ma non mi restituirebbero comunque QUESTA impresa. Il sapore di questa era diverso.


Sono stanco e deluso. La serata prosegue con la cena e le premiazioni e mi viene allietata dalla simpaticissima compagnia del quintetto "Dalle Alpi alle Piramidi", al debutto come squadra, ma neanche loro riescono a fare molto per scalfire la mia delusione.

Sono sesto assoluto e quinto della classifica individuale, di per sé un ottimo risultato, ma potevo fare 100, in quel modo, con quel recupero, e invece li ho buttati via per una stupidaggine, e la sfida personale vale piú della classifica. Classifica che oltretutto, senza l´errore, mi avrebbe visto terzo nell´individuale, un risultato che sarebbe stato veramente da festeggiare per settimane. E quindi mi sforzo, cerco di godermela, ma l´unica cosa a cui riesco a pensare é che tutta la mia pianificazione, la mia fatica, i miei sforzi, la mia tenacia siano solo serviti a darmi la zappata sui piedi piú forte che potessi creare.

Apprendo da diversi veterani che loro hanno imparato a fare sempre uno o due passi in piú, proprio per mettersi al riparo da situazioni del genere. Potevo, in effetti, cautelarmi e cercare di fare anche l´altro passo, quello di cui ero in dubbio se farlo al posto dell´ultimo sterrato. Avrei potuto farcela? Sinceramente non lo so piú, ero al limite delle forze e il tempo era poco. Ormai é andata.


Come sempre, comunque, la notte porta consiglio. Una bella dormita, la prima dopo giorni, seguita da una bella colazione e le chiacchiere coi compagni di viaggio. Guardo il panorama regale dall´hotel, pregusto la giornata di relax in piscina con moglie e bimbi, e comincio veramente a capire che posso essere fiero.

Ci ho provato, non mi sono arreso, ho reagito a una foratura, due cadute e situazioni per me difficili, ho lottato fino all´ultimo km e l´ultimo grammo di forza vedendo una speranza dove altri ci avrebbero dato su. La svista c´é e rimane, ma non puó cancellare il resto. Ho dimostrato a me stesso che i cento passi li valgo, e pure "di qualitá" con un percorso ambizioso, Golden Point alla mano. L´errore é mio anche lui, ma lo accetto e posso ben perdonarmelo. Mi servirá come esperienza per la prossima volta.

Guardo la classifica. Stare tra i primi é chiaramente una soddisfazione. Sono alla seconda partecipazione, alla prima mi ero fermato a 54 passi (comunque ben sudati, specialmente se ripenso alla prima giornata di allora!), e ho fatto bene in una edizione che é stata dura a detta di tutti e che ha messo in difficoltá anche diversi veterani. In fondo peró, a parte la legittima soddisfazione, mi rendo conto che i freddi numeri non dicono tutta la veritá. Chi é arrivato dietro di me potrebbe semplicemente aver incontrato difficoltá, sfortune o imprevisti piú grandi dei miei. I resoconti parlano di un maltempo implacabile soprattutto al nord, con pioggia ma anche grandine forte e neve, e tanto tanto fango. Ci sono video di strade diventate letteralmente fiumi, e video di squadre in cui i piloti si spingevano a vicenda la moto, uno da dietro a piedi e uno alla guida, su fangaie pressoché verticali.

E dunque si torna al discorso di prima, che la classifica c´é perché é una gara, ma quello che conta veramente é l´esperienza individuale e la soddisfazione o meno rispetto ai propri obiettivi e aspettative.


Rifaró un´altra Centopassi? Certamente. Adesso lo voglio, quel 100, fosse solo per la soddisfazione del numerino. Potrebbe sembrare banale: in fondo ce l´ho giá praticamente fatta. Ma questo non vuol dire nulla, perché ogni gara é storia a sé e i successi precedenti non hanno valore nella gara successiva. Mi basta ripensare a questa edizione per capire la precarietá del "fare 100": basta qualche stima sbagliata nella pianificazione, qualche contrattempo, strada chiusa, maltempo, inconvenienti tecnici. Di aneddoti ai limiti dell´incredibile ne ho sentiti tanti. E dunque sí, i 100 li voglio, e sempre col massimo di Golden Point che mi sembrerá possibile, e ci riproveró, magari su un percorso nel "mio" centro Italia, e se ci riesco sará una grandissima soddisfazione.

Mi ridaranno i 100 di questa volta? Certamente no. Ma non é questo lo scopo, e non é necessario.

La mia gara di quest´anno é stata questa e va bene cosí. Ho dato tutto, nel bene e nel male. Quest´anno sono 99: i miei bellissimi 99.


Me li sono guadagnati tutti, e non me li potrá togliere nessuno.

3/6 - Day 4 part 4


Ninetynine, no!


I look at the results and see a number I would have signed for just this morning; but now, having "tasted" the 100, it is the last number I would have wanted to see.

I open my track and check again. Sometimes the official tracking app does not work; sometimes it is only a matter of meters, so you can ask for a correction.

I get to one of the waypoints and do not understand. Then, like a shortcircuit, my mistake gets clear, and my dreams falls down on me like a castle of cards.

I feel like trapped inside a glass, while they take my 100 waypoints away, and I can not do anything about it.



The culprit is waypoint number 119 in the picture. A small deviation, just 2km from the main track. Somehow I missed it. Was I too focused on riding? Was i too focused on my calculations? I don´t know.

As it is, once you skip a deviation, the GPS cancels it and only shows the road ahead, and so I didn´t notice.

When I had checked the waypoints at the end, I did not zoom in too much, and I saw it like in this picture:


The marker nr. 119 just covered the short missed deviation, and I thought I had done it. Had it been north of the track instead of south, I would have seen it.


2 km. Out of 2600.


2km and a stupid mistake, and the dream of 100 is away, after all my efforts. Little do the compliments of the other racers help.


"You will make it next time" says Laura. Could be, but it would not give me back THIS achivement. This one would have tasted differently.


I am tired and disappointed. The evening goes on with the dinner and the awards, but even this does not really help. I am 6th overall and 5th among the single racers; this is a very good results overall, but I can not stop thinking that I have thrown the 100 away, and the challenge itself is more important to me than the final standings.

Moreover, without the mistake I would have placed third in the individual ranking, something that I would have celebrated for weeks.

And so I try to enjoy the party, but all I can think of is that all my planning, my fatigue, my fighting and my untamed spirit have only contributed to increase my delusion even more.

I learn from some more experienced riders that they always do one or two more waypoints, just in case. I did have one spare left. Could I have made it, though? I don´t know, I was at the limit of my energy. Anyway, it´s done now.


As always, anyway, the night brings advice. A nice sleep, the first in days, followed by a great breakfast with the others. I look at the majestic sight from the hotel, foresee a day of relax at the swimming pool, and start realizing what I have achieved.

I have tried, I never gave up, I fought against a puncture, two falls and extreme situations one after the other. I fought till the last km and the last gram of energy, still seeing hope where others would have given up.

The mistake happened and can not be removed, but it can not cancel all the rest.

I have shown myself and the others that I am fully up to the challenge.


I look at the standings again. Staying up there with the best is clearly a satisfaction now. I am at my second attempt, the first time I had only managed 54, and most veterans say this has been the most difficult edition up to now.

The numbers don´t tell all the truth. Who placed after me may have had even bigger difficulties. There has been relentless bad weather, especially in northern Italy, with rain, hail, and even snow, and much, much mud.

There are videos of flooded roads, and videos of teams pulling each other´s bike on foot, up on vertical rocky and muddy trails.

And so I understand even more: the standings are there because it is a race, but what really counts is the individual adventure and the satisfaction relative to each own´s individual goals.


Will I do another Centopassi? Of course I will. I want it now, that number 100.

Will it give me this year´s 100 back? No, it will not, but it doesn´t matter. This year, my race was this, and it is good as it is.

This year it is 99: my wonderful 99.


I have earned every single one, and nobody can take them away.

 
 
 

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